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Su Sante Lusuardi

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La situazione si aggrava nei venti giorni a Cesenatico dove, invece di respirare l'aria di mare, preferisco guardare il traffico del centro, animato dalle auto dei turisti stranieri, spettacolo imperdibile e neppure immaginabile al mio paese.

Lavorare alla vendemmia
Nel 1963 i primi numeri di Quattroruote. Nel 1964 l'abbonamento guadagnato lavorando alla vendemmia. Ricordo che lo gustavo tutto, dalla copertina all’immancabile pagina pubblicitaria Volkswagen, dagli schizzi dei nuovi modelli alle foto delle gare dei prototipi. Il massimo, però, era lo “spaccato”.
Sicuramente mi sono formato più come autodidatta con le riviste di auto che con i testi scolastici. A proposito di scuola, per le superiori scelgo di andare a Modena, all'Istituto Tecnico Industriale. Di quei cinque anni le due cose che mi sono piaciute di più sono:
1): Il rombo dei motori Ferrari che provavano al vecchio autodromo
2): La vista dell'autosalone Fiat sul lato opposto del viale.

Finalmente diplomato dalla scuola, presento subito quattro domande di lavoro:
DeTomaso, Lamborghini, Maserati e Carrozzeria Scaglietti. Nel marzo 1972 inizio i tre mesi di prova presso la Scaglietti, fra Dino e Daytona non so dove posare gli sguardi! Il mio primo capo è nientemeno che il figlio di Giulio Borsari, così ogni tanto posso ascoltare “avventure da corsa”.

Con la matita ci sa fare!
Poi accade un episodio che forse decide la mia definitiva assunzione. Il mio ufficio “analisi dei tempi” condivide la stanza con quello “del personale", una mosca infastidisce insistentemente il capo del personale e, quando l'insetto transita nella mia zona, con disinvoltura l'atterro al volo al primo colpo, usando una matita. Stupore e ammirazione di tutti i presenti, e dal quel giorno sono uno che “con la matita ci sa fare!"

Inizia il 1973 e la produzione della BB (365 Berlinetta Boxer), cambio ufficio con il compito di visualizzare con il disegno tutti i pezzi che compongono la carrozzeria. La nuova distinta con immagini facilita molto il lavoro dei vari reparti, giungono apprezzamenti e, non di rado, qualcuno si ferma a guardare i miei schizzi, poi commenta: ”Un bel dono di natura!” A volte rispondo infastidito: ”No, questo complimento si adatta alle conigliette di Playboy, non a me!” In questi anni nel “tempo libero”realizzo i miei primi disegni che mi danno la possibilità di iniziare la collaborazione con Autosprint.

Nel 1975 eseguo lo spaccato della nuova 308 GTB che viene utilizzato per la brochure di presentazione (se guardo oggi quei disegni mi vergogno, fortunatamente la mia firma non appare!) Nel 1977 accetto di passare in Ferrari nella sede storica di viale Trento Trieste per lavorare nell'ufficio pubblicazioni tecniche (libri di uso e manutenzione e ricambi). Sono anni eccezionali, il lavoro è quasi un divertimento, è possibile vedere piloti e capi della F1, capita di apprendere notizie prima dei giornali!

Ci sono poi clienti particolari o concessionari storici, si può assistere alla realizzazione di vetture per le corse, volute da Chinetti della N.A.R.T. o dall'importatore francese Ch.Pozzi. In parallelo alla fine degli anni '70, grazie alle mie attività nel tempo libero, ho l'opportunità di conoscere l'ing. Dallara. Il primo disegno realizzato per lui è lo spaccato della Fiat X 1/9, poi è iniziata un’amichevole collaborazione che è cresciuta e continuata per più di vent'anni.

Arrivano i primi computer

Sul finire degli anni '80 i mutamenti iniziano un’inarrestabile accelerazione, sia come metodi sia come mezzi di lavoro. Arrivano i primi computer e si affida a ditte esterne la realizzazione del catalogo ricambi. Il lavoro per me inizia a essere meno intenso e si fa strada l'idea di fissare una data per starmene a casa e continuare come libero professionista.Dopo due decenni, due mesi e due settimane, nel '92 faccio il salto nel buio e do le dimissioni, pur rimanendo in ottimi rapporti tanto che proseguo nella realizzazione dei libri di uso e manutenzione delle vetture Ferrari per altri dieci anni.

Intanto Dallara miete successi a ripetizione e il mio lavoro per l'ingegnere parmense aumenta di pari passo. Il lavoro più impegnativo è il catalogo della Ferrari 333 SP apprezzato anche dall'ing. Limone, allora capo della Fiat Auto Corse. Inizia così nel 1995 una bella collaborazione per i cataloghi ricambi delle vetture Alfa Romeo e Fiat. A bordo di un nuovo camper, con mia moglie, i miei viaggi di lavoro a Chivasso (sede degli ex stabilimenti Lancia) e ad Arese diventano confortevoli ed hanno un piccolo sapore di vacanza. Tutto fila via liscio e in questi anni quasi tutte le vetture da corsa costruite in Italia hanno il catalogo ricambi disegnato da me.

Nel 2004 la Fiat cessa gli impegni agonistici e nuovi programmi informatici sos
tituiscono il mio lavoro manuale. Un saluto a tutti, ma senza farne un problema anche perché prevedevo che, prima o poi, ciò sarebbe accaduto.
Occorre voltare pagina.
Abbandonate le penne a china inizio a impugnare pennelli e tubetti di colore impegnandomi a imparare, sempre come autodidatta, un nuovo hobby che mi auguro possa diventare un mezzo lavoro. Ora, occasionalmente, collaboro con Ferrari e il suo museo di Maranello o di Modena. Qualche privato inizia a interessarsi ai miei lavori, vuoi vedere che...
Si apre un nuovo capitolo!




Sante Lusuardi, Disegni di Automobili

Sante raccontato da Sante




La prima auto che attira la mia attenzione è una Ford Anglia azzurra, parcheggiata presso una pompa di benzina Caltex sul lato opposto della strada. Ero bambino dietro la finestra nella sala d'attesa del medico e provai a disegnarla sul vetro, riprendendo quella strana sagoma dovuta all'insolita inclinazione del lunotto.Proprio in quel momento, e proprio dal medico, ho contratto “il virus”.

L'opera di Sante attraverso gli occhi di un giornalista

Dall'articolo della giornalista Stefania Ferrari "Ritratti di lusso" sulla rivista "Collezionare" del Febbraio 2011:

L'immagine è così perfetta che lo scintillio della carrozzeria è abbagliante, mentre par di sentire il profumo della cera e degli interni in pelle. Con la tempera riproduce automobili che sono da sempre oggetti di desiderio,dove ogni minimo particolare è duplicato nei dettagli, offrendo un'immagine quasi più reale del reale, perchè intrisa dell'esperienza data dalla conoscenza del disegno tecnico, a cui per decenni Sante Lusuardi si è dedicato in ambito lavorativo.

Classe 1951 e nativo di Correggio,cittadina della provincia di Reggio Emilia, questo artista un po' schivo si dedica alla riproduzione delle auto di lusso, soprattutto di casa Fiat e Ferrari, presso i cui stabilimenti ha prestato la propria opera in qualità di disegnatore tecnico.

"Il mio compito era quello di produrre le immagini per i manuali di manutenzione e ricambi, poi, quasi all'improvviso, il mio lavoro è stato soppiantato da un programma computerizzato che riproduce perfettamente tutte le parti tecniche. Le mie prestazioni non erano più necessarie,così mi sono ritirato e la mia attività è richiesta ora come libero professionista", racconta lo stesso artista."Dipingo con le tempere le auto che ho sempre disegnato e le mie opere vengono talvolta commissionate dalle stesse case automobilistiche, soprattutto in circostanze particolari." Per esempio? "In occasione dei sessant'anni della Ferrari ho illustrato un libro in due volumi in cui sono riportati tutti i modelli delle auto prodotte: 260 dipinti di profili di auto. Oppure quando viene lanciato un nuovo esemplare."

Sfilano intanto le tavole, in cui sagome sinuose di auto irragiungibili per i più, ammaliano con cromature e tonalità lucenti, linee aggressive e scattanti, così particolareggiate che nemmeno la pubblicità video di più alta definizione sarebbe in grado di interpretare con correttezza. Ecco però, tra le altre opere, occhieggiarne una diversa:solo il bianco e il nero, il segno che indulge nel suo fascino di luci e ombre, sapientemente realizzate con tratti precisi e irrevocabili.

La bellezza del disegno ha un sapore un po' vintage, di fumetto lussuoso stile anni '50-'60, di Pop Art poco pop e molto rich & luxury. Poi un altro dipinto, che pare un incompiuto ma che così non è. In realtà è un'evoluzione, qualcosa di cui, forse, nemmeno Lusuardi stesso si rende completamento conto: ha accantonato per un attimo l'abitudine al rifacimento tecnico per abbandonarsi maggiormente al sentimento artistico, alla visione più emotiva che lo lega al suo soggetto e ciò che ne è scaturito è qualcosa che colpisce per la precisione del dettaglio, lasciato però completare all'immaginazione di chi osserva.

C'è un sogno nel cassetto? "Mi piacerebbe aprire un atelier, simile a uno che ho visto tempo fa in Francia:era uno spazio ristretto,addirittura triangolare. L'artista, una donna, al suo interno stava dipingendo su una tela un trattore verde, ancora lo ricordo. Ecco, mi attrarrebbe uno spazio simile, per poter disegnare le mie auto", rivela a sorpresa Sante Lusuardi, artista dedito alla precisione che immagina per sè un angolo tutto bohemien.

information

Libro "Ferrari 60", Libro laFerrari 2007, Disegno di 308GTB e manifesto 3 X 6 con disegni di Sante della mostra "le grandi sfide" inaugurata il 15 al Museo Casa Enzo Ferrari a Modena